Home FAQ Un caso Peppermint anche nel regno di sua maestà..
Un caso Peppermint anche nel regno di sua maestà.. PDF Stampa E-mail
Legalite' - Legalite'
Scritto da G. Carlone   
Domenica 14 Settembre 2008 13:39

Ok, inauguriamo la 'sezione legale': cercherò di tenervi al corrente di ciò che riguarda l'ambito legale in materia informatica (dato che è quello di cui mi sto occupando ultimamente).

Notizia di un paio di settimane fa..

In data 21 agosto 2008 si leggeva sul Correre della Sera, o anche su Repubblica, della battaglia intrapresa da 5 famose software house di videogiochi contro il p2p illegale.

 

Bene, Topware, Atari, Reality Pump, Techland e Codemasters (son nomi grossi eh...mica robetta) si sono coalizzate, affidandosi ad uno studio legale londinese, Davenport Lyons, per perseguire 25.000 “sospetti” pirati: si stima che, solo in Inghilterra, ci siano 6 milioni le persone che abitualmente scaricano illegalmente giochi usando il p2p.

Hanno intimato a 25 mila famiglie britanniche di pagare immediatamente 300 sterline, altrimenti le trascineranno in tribunale e chiederanno un ancor più costoso risarcimento.

L'azione legale, rivela il Times di Londra in prima pagina, è stata affidata allo studio di avvocati Davenport Lyons. E lo scorso week-end è stata colpita la prima persona: Isabela Barwinska, disoccupata, madre di due bambini, è stato chiesto il pagamento di 16 mila sterline per aver scaricato illegalmente il videogame "Dream Pinball" creato dalla Topware. I legali delle cinque compagnie hanno chiesto all'Alta corte britannica di intimare ai provider dei servizi Internet di fornire i nomi e gli indirizzi di 25 mila persone sospettate di aver scaricato illegalmente i videogiochi. Intanto, hanno già ottenuto altri 5 mila indirizzi di pirati dopo aver provveduto a fornire le prove del "furto".

Non v’è chi non veda che la cosa è del tutto analoga a quella che, l’anno scorso, ha riempito le cronache nostrane. Che, dopo una manciata di provvedimenti favorevoli a Peppermint (e Techland), ha preso la strada opposta, con alcuni rigetti. E, addirittura, è giunta la censura del Garante.
Le leggi inglesi (in tema di diritto d’autore e privacy) discendono dalle stesse direttive poste alla base delle nostre regole. Così, ci si dovrebbe aspettare il medesimo esito. Vedremo.

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Settembre 2008 16:02
 

Utenti connessi

 23 visitatori online



Creative Commons License

Questo sito è pubblicato sotto licenza Creative Commons
DeSfA - De Shell Facemmo Ali