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Un bavaglio per internet PDF Stampa E-mail
Internet - Trucchi
Scritto da A. Specchia   
Domenica 13 Novembre 2011 13:01

Dopo tanto te mpo di inattività, ritorno a scrivere un articolo che, spero, possa portare beneficio a chi, come me, desidera che internet rimanga un posto in cui regna tecnologia, libertà di espressione e dove c’è potenziale infinito.

Ultimamente, però, particolari eventi hanno scosso questi dogmi che credevamo fuori ogni discussione. Che internet fosse un posto in cui fare attenzione già lo si sapeva (non entro nei dettagli, ma mi riferisco a discorsi come il phishing, la sicurezza delle proprie informazioni e dei propri dati e così via..). Così come si sapeva che ogni stato ha delle particolari leggi che regolamentano ciò che è possibile ( o non è possibile ) fare in internet, con conseguenze anche penali.

Quello che, invece, era più o meno fuori dubbio, fino a qualche tempo fa, era la questione della libertà di espressione e la libertà di navigazione ovunque nel web; qualsiasi sito era visitabile, qualsiasi post o intervento nei forum lo si poteva pubblicare esprimendo pareri personali senza sconfinare nella diffamazione o altri reati ben precisi e regolamentati.

Purtroppo questa cosa sta venendo meno. Da qualche anno a questa parte, l’italia sta adottando delle misure un pò drastiche per “regolamentare” l’uso di internet nel nostro paese. Queste misure ricordano un pò la censura effettuata dal governo cinese nei confronti dei risultati di ricerca di google (ed ora anche facebook). Per farla breve, la cina voleva che alcune informazioni “bollenti” venissero omesse dai risultati del famoso motore di ricerca (almeno per ricerche effettuate su territorio cinese) e google ha salutato i cinesi e se ne è andato dalla cina, non volendo sottostare a nessun capriccio, specie se si tratta di raccontare balle..

 

Il guaio è che queste misure possono essere un danno, sotto molti punti di vista, anzichè un bene per noi. Ultimamente abbiamo assistito a diverse proteste fatte su media o larga scala, come quella di nonenciclopedia (chiusa per protesta contro le denunce di Vasco Rossi, ndr.. ) o di wikipedia (ben più grave, che ha protestato contro quella che viene comunemente definita, dai liberi pensatori, come “legge bavaglio”).

Non voglio scendere troppo nei dettagli riguardo alla mia filosofia di pensiero, dato che chi ha avuto modo di seguire altri miei articoli o conosce il mio modo di pensare, sà che sono assoluatmente a favore della massima libertà di ogni individuo (che si deve prendere comunque le proprie responsabilità, all’interno della società, riguardo le sue azioni), sempre nei limiti del ragionevole e nel rispetto altrui.

Voglio però sottolineare alcuni esempi che hanno scaturito il bisogno, anche da parte mia (come molti fanno), di informare i navigatori del web.

Una delle manovre che l’italia sta eseguendo contro la libertà della navigazione in internet è quella dell’oscuramento di alcuni siti “dannosi” , come quelli che distribuiscono file torrent.

Il problema non è tanto l’oscuramento, che magari ci può stare se un sito viene ritenuto lesivo e può creare un serio danno all’economia di un paese (anche se poi bisogna vedere bene prima di affermare, con tanta leggerezza, alcune cose: la verità non è sempre quella che sembra più evidente). Il problema è tanto il fatto che, se cerchiamo un particolare sito, ci viene detto che non esiste o che non è raggiungibile affatto, quando in realtà è lì, dov’era anche prima e senza particolari impedimenti di banda!

Se un sito dev’essere oscurato, sarebbe meglio dirlo chiaramente all’utente che cerca di accedere o, magari, gli si può far comparire un avviso in cui vengono espresse le eventuali conseguenze di un comportamento illegale da parte di quest’ultimo, attraverso un mezzo come un sito ritenuto pericoloso.

A questo punto, sarebbe bene chiarire quale potrebbe essere il pericolo che internet correrebbe, dato che qualcuno potrebbe pensare che se thepiratebay.org distribuisce torrent illegali, è bene che sia oscurato del tutto e non sia manifestata nemmeno l’esistenza del sito stesso. Immaginiamo che si possa estendere questo provvedimento ad altri siti e che diventi pratica comune quella di oscurare completamente un sito ritenuto “pericoloso”.
Tra qualche anno, ci si potrebbe ritrovare con siti di libera informazione , come magari il blog di Beppe Grillo o simili, oscurati completamente perchè ritenuti, da qualcuno, dannosi per lo stato (che siate o meno fan di Grillo non importa, è giusto un esempio, ma potrebbe estendersi a chiunque esprima giudizi in rete sul nostro amatissimo governo e società).

Capito il problema? Si parte dai siti di torrent, ma poi si potrebbe finire con l’oscuramento di informazioni che , invece, potrebbero essere ben più importanti per l’italia intera e tutto ciò che l’utente vedrebbe è la pagina di errore che lo porterebbe a pensare che il sito non esiste più! E invece è ancora lì, solo che non lo si potrebbe raggiungere dall’italia!

Il problema, risolvibile con il cambio della classe politica al governo, potrebbe essere, però , aggirato in parte, permettendo agli utenti di avere ancora libero accesso a tutto il web e di permettere a loro stessi di decidere cosa fare ed, eventualmente, risponderne personalmente (magari qualcuno può aver bisogno di un file torrent per scaricare qualcosa che è totalmente legale e che si distribuisce solo in quel modo, come una distro linux....).

Ci sono 2 problemi fondamentali e qualche soluzione che posso proporre.

PROBLEMA 1: I Dns imbavagliati.

Innanzitutto, spiego brevemente cosa è un DNS (Domain Name System).
È un servizio, in genere offerto dai grandi ISP (Internet Service Provider) , come Telecom, Fastweb ecc ecc..

Quando digitiamo un indirizzo di un sito, non digitiamo l’informazione che serve per rintracciarlo nel web (l’indirizzo IP), ma solo il nome che gli è stato formalmente attribuito. A darci questo indirizzo ci pensano proprio i DNS che, ogni volta in cui noi digitiamo il nome human-friendly di quel sito, nel nostro browser, ce lo traducono automaticamente nell’indirizzo IP di quel sito, senza che ce ne accorgiamo. Il nostro browser web prende quell’indirizzo e lo usa per contattare il sito. La comunicazione è stabilita e possiamo navigare continuando ad usare quell’indirizzo per tutte le pagine del sito.

Cosa succede quando il nostro DNS (per esempio della Telecom) ci dice cose non del tutto vere? Che succede se il nostro browser gli richiede un indirizzo di un sito esistente e lui ci risponde che non esiste?
Succede che, ignari di tutto, ci convinciamo che quel sito davvero non esiste e non ci andiamo mai più...

Ecco perchè il mio consiglio è quello di cambiare DNS e di usare gli OpenDNS, ovvero dei DNS liberi da direttive governative o da capricci di qualcuno, iper veloci e completamente gratuiti.

Potete trovare informazioni sul sito ufficiale: http://www.opendns.com/

Per la guida, in base al vostro sistema operativo, cercate su google “configurazione DNS vostrosistemaoperativo” (ad esempio windows XP, windows 7, Ubuntu linux ecc).

Da questo momento in poi, l’indirizzo di un sito ve lo daranno gli OpenDNS e non più i DNS italiani.

PROBLEMA 2: i filtri territoriali.

Un altro blocco che ora viene adoperato è il filtro territoriale degli IP. Se un italiano richiede l’accesso verso un sito oscurato, anche digitando direttamente l’IP del sito, il nostro gestore di linea (l’ISP) ci blocca la comunicazione e non ci permette di capire come mai non riusciamo a comunicare con quel sito, magari dicendoci che il sito non esiste.. Solita vecchia storia.

A questo punto ci sono 3 soluzioni adottabili, tutte e 3 aventi in comune un itermediario neutrale, tra noi ed il sito target.

La prima tipologia di intermediario è la rete TOR, una rete di utenti, sparsi in tutto il mondo, che condivide la propria connessione, attraverso il browser, per non effettuare mai richieste dirette verso un host, ma facendole passare attraverso altre migliaia di utenti.
Questa soluzione, anche se funzionale, la sconsiglio, visto che è una procedura che può risultare faticosa e la velocità di connessione dipende fortemente dall’utente TOR a cui ci connettiamo e da quanta banda ci mette a disposizione.

La seconda tipologia è un proxy pubblico, che può essere anche un sito web, con interfaccia in cui immettere l’indirizzo del sito che vogliamo visitare. Un esempio molto usato può essere il famoso sito di anonimizzazione

www.anonymouse.org

Basta andare su questo sito, digitare il sito che non riusciamo a visitare e lui ce lo fa visualizzare come se ci andassimo direttamente con il nostro browser, al prezzo di qualche banner pubblicitario quà e là sullo schermo.
Il problema di quest’ultima soluzione è anche la lentezza e, a volte, l’indisponibilità della banda del proxy, che ci restituisce l’errore con la richiesta di riprovare più tardi. La cosa ideale, se si vuole adoperare questo tipo di sistema, è quella di avere già pronti diversi siti proxy di anonimizzazione, magari salvati nei preferiti.

L’ultima soluzione mi è saltata in mente per caso, mentre analizzavo alcune nuove tecnologie per lo sviluppo della navigazione tramite mobile, smartphone o connessioni lente.
Si tratta della tecnologia implementata da uno dei più noti browser web, ovvero Opera.

La tecnologia di cui parlo è Opera Turbo, usata anche da Opera Mini ed Opera Mobile, ovvero le versioni per pc, cellulari e smarphone rispettivamente.

Opera offre, ai propri utenti, gratuitamente, una serie di proxy che, in qualche maniera, prendono in carico le nostre richieste verso siti web, e le inoltrano al posto nostro, per poi rimandarci la pagina di risposta che il sito web fornisce loro in un’unica soluzione. In questa maniera, uno di questi proxy, si frappone tra noi ed il sito web che vogliamo visitare e, quindi, il nostro amatissimo ISP vede solo la nostra connessione verso l'IP del proxy , permettendocela senza interruzioni.

Questa tecnologia, per una serie di sistemi che non sto quì a spiegare, permette di accellerare la visualizzazione dei siti web e, nel caso dei cellulari, smartphone o connessioni lente, permette addirittura di comprimere i contenuti di questi, per fare in modo che avvenga un risparmio netto della banda usata.

Per attivare questa modalità su un comune pc, è sufficiente scaricare il browser Opera, dal sito ufficiale, ed attivare il tastino, in basso a sinistra, che attiva la modalità turbo.

Se provate, ad esempio, ad accedere all'indirizzo

http://thepiratebay.org

questa volta riuscirete a connettervi. Il tracker, dato che non si appoggia sull'host di piratebay ma sugli opentracker, non viene filtrato dai nostri provider, consentendoci di scaricare attraverso i file torrent che abbiamo ricavato. Ma questo è un altro discorso.

Per concludere, il mio consiglio è quello di configurare i propri DNS, impostando gli OpenDNS e di usare Opera per raggiungere siti altrimenti non raggiungibili.

Voglio anche sottolineare il fatto che non appoggio la pirateria software, ma solo la diffusione della conoscenza, in qualsiasi forma ed in qualsiasi lingua, e che ognuno dev'essere libero di fare ciò che vuole online (nei limiti dalla sopravvivenza comune) ma, se reca danno a qualcuno, deve assumersi le proprie responsabilità.

Spero di essere stato d'aiuto a chi, come me, non ama nè bavagli nè bende, soprattutto online.

Buona navigazione.

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Novembre 2011 13:11
 

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