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The missing How-To: Hackintosh on software RAID PDF Stampa E-mail
Mac OS X - Hackintosh
Scritto da E. Mottola   
Lunedì 10 Agosto 2009 11:11

Sia che si voglia realizzare un RAID di tipo striped (0) o che uno ti di tipo mirrored (1) il procedimento descritto è identico.

Quello che serve è un pc hackintosh compatibile (su google si trovano forum e hardware compatibile), saper installare una versione hackintosh come iDeneb, iAtkos, iPc, XxX, un minimo di confidenza con la shell Bash (De Shell Facemmo Ali).

Occorrono ovviamente due o più Hard Disk identici, ma non escludo che si possa realizzare con Mac Os X un raid anche solo sulle partizioni, quindi basterebbero 2 o più partizioni di grandezza identica su diversi HD.

Le inarrivabili prestazioni del raid-0, o la totale ridondanza del raid-1 sono possibili grazie al progetto Chameleon, un boot loader decisamente evoluto per Hackinstosh.

 

 

Tutto quello descritto di seguito è da intendersi A PURO SCOPO INFORMATIVO, ED è dedicato a chi sa già usare la shell.

Se hai appena sentito le parole "hackintosh" e "shell", o non hai mai installato un hackinstosh e/o usato un terminale molto probabilmente dovrai ritornare su questa guida tra qualche giorno/settimana/mese/anno.

 

LE ISTRUZIONI QUI PRESENTI SONO A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO

SE NON CAPISCI PERCHE' SI FA OGNUNO DEI PASSI DESCRITTI, E' MEGLIO STARE FERMI CON LE MANI, EVITANDO DI FARE DANNI

 

Con la procedura di creazione del raid si distruggono tutti i dati presenti sugli Hard Disk utilizzati, quindi bisogna fare molta attenzione e soprautto fare tutto sotto la propria responsabilità.

 

 

E' vivamente consigliabile avere a disposizione un altro Hard Disk (con una partizione da almeno 7 Gb), anche esterno/usb. Questo ulteriore Hard disk, anche esterno, oltre a quelli con cui realizzare il raid, serve per due principali esigenze:

 

- Creare il RAID e accedervi in caso di problemi

- Aggiungere delle flag di avvio al Kernel modificando il relativo file di testo.

 

Creare il raid dalla live è problematico, almeno dalla mia esperienza, perchè non si può direttamente operare una volta creato, e considerando che la live non ha la stabilità di un mac os installato, è meglio non fidarsi troppo. Accedere ai file nel raid da vista/xp con macdrive non è possibile, già è tanto che riesce a leggere e scrivere nelle partizioni HFS+, vedere il raid sarebbe troppo oggettivamente. Con Linux purtroppo la situazione è peggiore, perché si può avere accesso in sola lettura, questo non certo per un limite del sistema, ma perchè il filesystem HFS è proprietario apple, quindi non ci sono driver, neanche a pagamento, che consentano di accedervi anche in scrittura.

 

Una volta che si è assicurata la compatibilità del proprio hardware con l'hackintosh, è necessario scaricare le iso dei dvd di iDeneb (io ho usato la 1.5) e di iAtkos (io ho usato la v7)

 

Ora si procede ad installare Hackintosh sull'Hard Disk esterno, utilizzando indifferentemente una o l'altra distribuzione (io preferisco iDeneb), in modo da testare così il proprio hardware e imparando a selezionare le giuste voci nell'installer in base ai driver necessari.

 

Una volta avviato Mac OS dall'Hard Disk esterno avviamo il programma Utility Disco (Disk Utility), da qui creare il RAID 0 o 1 è un gioco da ragazzi.

 

 

Selezionare la tab RAID, da qui creare un nuovo Raid Array di tipo stiped o mirrored, quindi trascinare dentro i dischi che si vogliono utilizzare, io ho utilizzato 2 Seagate Barracuda SATA2 identici, ma qualsiasi coppia o tripletta di dischi va bene, purchè siano identici.

Quando il raid appare online, è tempo di riavviare con la live della distro che vogliamo installare.

Una volta avviata la live, procedere con l'installazione normalmente, e selezionare come destinazione l'array raid che comparirà come fosse una partizione normalmente utilizzabile (se tutto è andato bene).

 

Terminata l'installazione riavviare il sistema, avendo cura di avviare non il sistema sul raid (che non è ancora in grado di bootare), ma quello sul disco esterno. Veniamo quindi al punto centrale, l'installazione manuale del boot loader dalla shell.

Avviato Mac OS, bisogna utilizzare l'applicazione Terminale (Terminal), al prompt:

 

$ sudo su

 

 

Digitare la propria password, si è diventati così root, ossia amministratori, si otterrà un promt simile

 

# sh-3.2#

 

 

Ora una piccola parentesi: il README di Chameleon:

 

RAID Install:

-------------


Suppose that your installation is on /dev/disk3, which is either a mirror- or a

stripeset consisting of /dev/disk0 and /dev/disk1


Mac OS X creates a small helper partition at the end of each RAID member disk,

namely /dev/disk0s3 and /dev/disk1s3


- Install boot0 to the MBR of both disks:

fdisk -f boot0 -u -y /dev/rdisk0

fdisk -f boot0 -u -y /dev/rdisk1


- Install boot1h to the bootsector of each boot partition:

dd if=boot1h of=/dev/rdisk0s3

dd if=boot1h of=/dev/rdisk1s3


- Install boot to both helper partition's root directories.

diskutil mount disk0s3

cp boot /Volumes/Boot\ OSX

diskutil unmount disk0s3

diskutil mount disk1s3

cp boot /Volumes/Boot\ OSX

diskutil unmount disk1s3


- Add "rd=uuid boot-uuid=506D8F03-0596-32D8-BE0B-E3A4E7D5C72A" to your kernel flags

(replace with your root volume's UUID; find out using "Disk Utility.app", right

click on your root volume, then Get Info"):

nano /Library/Preferences/SystemConfiguration/com.apple.Boot.plist

touch /System/Library/Extensions

 

Prima di iniziare da Utility Disco bisogna capire bene, cliccando sulla "i" in alto di informazioni, qual'è il nome BSD dei propri hd su cui c'è il raid, tipo rdisk0 rdisk1 etc.

Fatto questo procediamo inserendo il dvd iAtkos, perchè su questo ci sono i file per l'installazione manuale di Chameleon v2.

 

Spostiamoci quindi nel DVD, ricordando di utilizzare il tasto TAB per autocompletare i percosi, in modo da non commettere imprudenze.

I file che ci servono sono in una cartella non proprio immediata del dvd ossia usr/standalone/i386/chameleon2. Quindi:

 

# cd /Volumes/iATKOS\ v7/usr/standalone/i386/chameleon2/



Ora eseguiamo le istruzioni descritte dal README, con i giusti numeri nel nome dei dischi, nel mio caso il raid non è sui dischi rdisk0 ed rdisk1, cioè i primi due (nell'ordine in cui il Mac OS li vede, non il BIOS), bensì il mio raid è su rdisk0 ed rdisk2
Installare il boot loader nell'MBR del disco. Il file da utilizzare è boot0, presente nella directory in cui ci siamo apopena spostati col comando precedente. Anche in caso di partizioni GUID, come quelle create automaticamente dal raid, il comando è questo.


# fdisk -f boot0 -u -y /dev/rdisk0

# fdisk -f boot0 -u -y /dev/rdisk2

 

 

Quindi installare il codice eseguibile del boot loader nel settore di boot della partizione di boot nascosta di entrambi i dischi, che è stata automaticamente creata nell'installazione:

 

# dd if=boot1h of=/dev/rdisk0s3

# dd if=boot1h of=/dev/rdisk2s3

 

il 3 del disco rdisk indica la terza partizione, appunto quella nascosta di boot. Se non c'é rdiskXs3, molto probabilmente non è quello il disco con cui si è realizzato il raid. Fare molta attenzione!

 

Ora bisogna copiare i file di boot sempre nella partizione di boot nascosta, ancora una volta bisogna adattare i nomi delle partizioni del tipo rdisk0s3 alle proprie!

 

# diskutil mount disk0s3

# cp boot /Volumes/Boot\ OSX

# diskutil unmount disk0s3

# diskutil mount disk2s3

# cp boot /Volumes/Boot\ OSX

# diskutil unmount disk1s3

 

 

Siamo ad un passo dal successo, il boot loader è quasi pronto per far bootare il Leopard installato nel raid.

A questo punto bisogna solo configurare il boot loader, modificandone il file di testo su cui legge le impostazioni, aggiungendo nella seiozne Kernel Flag le voci rd=uuid boot-uuid=1234567890....

 

L'UUID dell'array raid si può copia-incollare dall'Utility Disco, selezionando il raid e cliccando su INFO.

 

 

 

Apriamo quindi il (fondamentale) file com.apple.boot.plist ed inseriamo la stringa indicata nella sezione Kernel Flags, sostituendo ovviamente il proprio UUID.

 

# nano /Volumes/LeoRaid/Library/Preferences/SystemConfiguration/com.apple.Boot.plist

 

Si dovrà ottenere una cosa del genere:

 


 


Quindi finalmente l'ultimo comando:


# touch /Volumes/LeoRaid/System/Library/Extensions



Ora si può finalmente dare vita al nuovo sistema, impostando dal bios uno dei due Hard Disk del raid come device di boot, all'avvio col tasto freccia "giù", selezionare "ignore boot caches", ossia l'ozione "-f" per un corretto riconoscimento dell'hardware, questo solo al primo avvio.

Se si ipotizza che non valga la pena acquistare due hard disk identici per usarli in raid-0, semplicemente è perché non si è mai visto ne immaginato quanto si può andare veloci raddoppiando quasi le prestazioni del collo di bottiglia del pc, ossia l'Hard Disk.


Happy hackintosh on raid!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Agosto 2009 15:44
 

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